lunedì, 25 agosto 2008
author: Giusta @ 01:07
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 E’ tempo di riprendere a studiare: trasferiamoci in montagna, lontane da distrazioni, lontane da famiglie rompipalle, lontane da farfalleggi, lontane dall’alcol.

Armate delle migliori intenzioni io e B. partiamo. Riabbraccio finalmente T. che dopo cena viene a fare due chiacchiere da noi. Tra un pettegolezzo e l’altro iniziamo a sentire dei rumori strani. Vengono dal camino. Anzi dalla canna fumaria. Giù_sta che non ha paura di nulla sospetta sia un ratto. Ma B. e T. prese da un raptus di animalismo iniziano a fantasticare di poveri uccellini con ali spezzate e tanto disperati. Storie strappalacrime su animali indifesi e chi più ne ha più ne metta. Grazie a dio il sonno prende il sopravvento sull’istinto greenpeace delle mie amiche, ma l’indomani mattina il “cinguettio” (che io continuo a sostenere sia uno squittio maledetto) ci tormenta. Dopo pranzo noi tre faine iniziano un vertice di fantasia. Sono arrivata ad immaginare un dinosauro incastrato dentro quel cavolo di camino. Ma non siamo riuscite a darci pace. Cosa sarà mai? E se apriamo il camino ed esce un pipistrello? Un topo? Un piccione? Un dinosauro?

Curiositààààà.

Beh, basta armarsi di scope, cappelli, guanti, prolunghe per tirare la catenella che apre il camino. Basta crearsi le vie di fuga, spalancare la finestra, usare teli per intrappolare e torce per illuminare bene il mostro. Una volta identificato e immobilizzato si deciderà poi che farne.

I brividi e le crisi di panico iniziano a farsi sentire. Tre donne grandi e grosse stanno per rinunciare a scoprire il mistero del mostro intrappolato nel camino. Ma no. Vestite così, dopo aver smontato tutta la casa, essere salite su divani, avere indossato scarponcini da montagna, non possiamo non tirare la catenella. Armata di coraggio, tra urla, brividi, crisi di riso tiro la catenella e…

“tunc”

Biri illumina.

E’ UN TOPO GIGANTE!!!!!! HA UNA CODA SCHIFOSA E PELOSA LUNGA 15 CENTIMETRI!

Brivido, terrore, raccapriccio,fughe, crisi di panico, ancora brividi, ancora piagnistei.

DUE ORE DI LOTTA e il topo riesce a uscire di casa.

Stremate apriamo un morettone, chiudiamo le finestre, accendiamo una sigaretta rilassante, ci asciughiamo il sudore e….

 

“squitt!”

 

B. fa una faccia che non scorderò mai: un misto di disperazione e terrore. C’è un altro sorcio. Il figlio. Si ricomincia. Ma questa volta il secondo topo lo stordiamo a botte di tipin: un caro veleno fortuitamente trovato nel ripostiglio, che lo costringe ad un agonia accompagnata da nostro sommo gaudio-raccapriccio. Giunto in punto di morte (l’istinto animalista è ormai solo un lontano ricordo nelle anime delle tre coraggiosissime amiche) con una pala e una scopa lo schiantiamo in un cesto della munnezza e lo buttiamo fuori. Rimaniamo ancora in ascolto, il terrore che tutta la famiglia di topi venga a mangiarci vive durante la notte ci tormenta, ma grazie al cielo non sentiamo nessun altro squittio. Possiamo finalmente abbassare la guardia. Di studiare non se ne parla, siamo troppo stanche. Facciamo due tiretti a frisbee per sfogarci e T. va al suo appuntamento. In ritardo di due ore e mezza.

mercoledì, 30 luglio 2008
author: Giusta @ 23:59
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Puntata numero 1

 L’ARRIVO DELLA FAMIGLIA DAL PAESE A PALERMO

Discussione tesi ore nove. Sveglia ore sei e mezza, trucco e parrucco per la candidata. Sveglia ore sette per le Ospiti nordiche. Ore 8.12 sette/otto donne corrono verso la stanza di v. portando cioelli e sistemando i vestiti che la futura dottoressà indosserà. Sette/otto mariti delle donne scesi (nel senso di “sotto”) in strada ad attendere fremendo. Le due ospiti nordiche si stropicciano gli occhi e iniziano a fare conoscenza delle donne della famiglia

Puntata numero 2

LA MADRE DI V.

La prima cosa che ci ha detto “ragazze, sapete cosa ci ho preso a V. per la sua laurea?? Un bracciale di diamanti purisssssssimi, TAANTI SOLDI”.

La seconda cosa: “la zia ci ha preso una collana. 800 euro”

Puntata numero 3

LA CERIMONIA DI PROCLAMAZIONE

Il presidente di commissione, introdotto da una hostess ,inizia un discorso FOLLE e tradizionalista ASSAI sulla superiorità intellettuale indiscussa della scienza medica. Le povere picciotte quasi dottoresse, avvolte in una toga presumibilmente di lana merinos, NERA, con 40 gradi, agghindate da un favoloso cappello, si alzano in piedi,e con loro tutta l’aula Ascoli alle note dell’inno nazionale…..

Alla fine della cerimonia, dopo la lettura del modernissimo giuramento di Ippocrate, tutte laureate con 110 su 110 E LODE, menzione, iscrizione a premio RRRRROLTOLO, lanciano i cappelli in aria sulle note dell’inno alla gioia simulando le prove di Miss Medicina.

Puntata numero 4

LA COMMOZIONE DEI PARENTI

Un profluvio di lacrime da parte della madre. Abbracci e baci a 130 persone. La ormai dottoressa non vuole più sentire lo schiocco di un solo bacio, ma sarà ancora moooolto lunga per lei, perchè non verrà baciato si offenderà a morte.

Puntata numero 5

IL RICEVIMENTO

Giusta a palemro possiede una macchina e fa la figurona della donna emancipata che sa far camminare un mezzo a 4 ruote. Porta villa scalea 5 forestieri, inseguendo una carovana di sconosciuti destreggiandosi nel traffico palermitano sudando tutto il sudabile sul suo bell’abito da sera…

La Villa è imponente, enorme, affrescata con un giardino sterminato nel quale sono apparecchiati tanti tavoli quanti per contenere 130 invitati. Cioè solo gli amici stretti e i parenti.

Una sorta di matrimonio che sappiamo essere costato molto dato che il padre di v. ce l’ha fatto VELATAMENTE intuire.

Puntata numero 6

IL NOSTRO TAVOLO

Eravamo al tavolo della sposa, no, della dottoressa. I bicchieri dell’acqua delle nordiche non sono stati toccati.  Si è Mngiato divinamente e a strafottere. Al grido “arrivano i dolci” io non trovo nemmeno la forza di alzarmi per andare a vedere, ma pare che ci fosse una scelta di almeno 24 torte. Grazi l cielo non ho visto nulla.

Puntata numero 7

Il paese e la villa ammare

Con un’ospitalità quasi imbarazzante tutta la famiglia riceve noi nordiche (la napoletana è riuscita a partire il giorno prima della discussione). Un pranzetto improvvisato: un pollo ciascuno, un’insalatina (mezzo chilo), 15 fichi appena colti e cannoli. Al mio tentativo di rifiuto del cannolo mi è stato INTIMATO di mangiare, senza scherzi!

...TO BE CONTINUED

giovedì, 17 luglio 2008
author: Giusta @ 20:26
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premessa
sono andata a Firenze a trovare Nicco e ci sono andata in treno.
Oggi viaggivo su un favoloso intercity plus. Da Pisa in avanti avevo il posto prenotato nella carrozza 5, posto vicino al finestrino. Di fronte a me un ominide unto in viso, con canottierina BIANCA E NERA, pantaloncini corti neri, allstar  VIOLA, collanina di perline tra i peli del collo, orologio enorme con mega quadrante dorato. E fin qui, vabbè. Aveva un'acne devastante. E anche questo, passi. Però ad un certo punto ha iniziato a sdraiarsi sempre più allungando le gambe un po' troppo vicino al mio isterico corpo, a scartare un panino enorme grondante olio e melanzane, sbrodolandosi e scaccolandosi i denti. Per evitare questo scempio potevo comodamente girare la testa e alla mia destra era seduto un prete che leggeva le sacre e santissime scritture e pregava muovendo le labbra a mo'di uomo posseduto da satana, di fronte a lui una tenera suorina che scrofava anche lei un semidolce alla mortazza con fogliolina di insalata e un goloso succo di frutta alla pesca. Verso le 5 terre, cioè quasi subito, sono iniziate le gallerie e la mia carrozza 5, sotto ogni galleria, diventava completamente buia. Alla sottoscritta che tentava di leggere, alla terza galleria, è venuto uno scatto vagamente isterico e s'è alzata abbandonando lo scompartimento e scoprendo che, eccetto la carrozza 5, il treno era dotato di ARIA CONDIZIONATA! felice come una pasqua si mette a sedere in uno scopartimento piacevolmente DESERTO nella carrozza sei. Tempo un minuto e un signore si siede nel posto speculare al mio. Tre minuti dopo e arriva il controllore. Incredibile! viene! fuori! che! quest'uomo! era! stato! derubato!
Io chiaramente interessatissssssima a scoprire tutte le sue vicende sono stata duramente intortata da CASIMIRO. Uomo 40enne, con due figlie, una (ex)moglie. Originario di un paese vicino Romaperòsulmare, ex gestore di un ristorante a Torino cazzi e mazzi. Il discorso poi è caduto sulla microciminalità, i taccheggi, gli immigratituttiladri, specialmente gli arabi ecc. Io sempre più disgustata rispondevo a monosillabi rimpiangendo il prete, la suora e l'unto. Casimiro è uno che s'è sballato un sacco, conosce tutte le discoteche d'Italia, ha preso tutte le droghe del mondo, ha molti tatuaggi, ma solo da quando è morto suo padre, e ora ha in progetto di tatuarsi una bella celtica sulla pancia. Allegria!Vvive in albergo, perchè d'affitto pagava 800 euro e in albergo 850 ma almeno non fa un cazzo in casa. Tanto mangiava sempre fuori anche prima. Va sempre a ballare (mai visto, chissà perchè). Conosce tuuuutti e se avessi bisogno di qualsiasi cosa basta chiederglielo.
Secondo lui sono carina, assomiglio alla sua ex fidanzata mezza iraniana, molto bella, acqua e sapone, proprio come me (pensa un po' che culo).  Vuole regalare alla figlia una Cinquecento che il direttore generale fiat che lui conosce benissimo (di cui non fa il nome però) sta preparando apposta per lui. Bel regalo vero? -bellisssssssimo.
Mi chiede dove abito e rimango sul vago, mi chiede cosa studio e rispondo. Ma lui ribatte che non gli sembrava che fossi psicolabile come tutti quelli che studiano filosofia. Anvedi? Non se vede che sssò psicolabbbile!
Dalla disperazione ad Asti mi chiudo in un grigio mutismo e riapro il mio libro. Ma lui no! Rompe ancora il cazzo: "magari ci vediamo domani sera?" "Mi dai il tuo numero?"

STOP

Giusta ha imparato, e risponde:
"ma no dai, dammi il tuo, ti chiamo io". Me lo dà e poi mi dice, "ora squillami!"
Lo so, non devo lamentarmi. Mi ha già scritto il mio nuovo amico Casimiro detto Miro:

"lo sai che sei molto carina, domani sera mi piacerebbe uscire con te, un bacio miro"

Ehm, sbaglio io, e ormai è ufficiale, ma non riesco proprio a mandare a cagare gli sconosciuti (e ora che ci penso, manco i conosciuti).
Ma non si poteva essere compagni di treno? Due chiacchiere e arrivederci a mai più?????


 
sabato, 12 luglio 2008
author: Giusta @ 19:19
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che bello questo vestitoooo!
90 euro
non posso permettermelo
90 euro
cazzo, ma che saldi sono?
troppo bello
me lo provo?
ma no, 90 euro
me lo provo, tanto non mi va
tanto sarà troppo corto
troppo stretto
poi costa 90 EURO
90 euro sono troppi soldi
90 euro costa un milano-palermo alta stagione easyjet
ma sì lo provo

cazzo mi va
cazzo mi sta pure bene
non segna
è bellissimo

90 euro
ne ho 15 nel portafoglio
USCIAMO DI QUI!!!

e questo è stato il primo negozio visitato, tutti gli altri vestitini, collane, costumi, anche belli, anche convenienti, non hanno retto il confronto.
il mio cuore è infranto, il mio portafoglio è vuoto, il mio look è sempre sciatto ed uguale, le mie palle sono di piombo, strascicano sul marciapiede.
90 euro, ma vaffanculo.
sabato, 12 luglio 2008
author: Giusta @ 01:36
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ho sempre fantasticato sul momento dell'incontro dell'uomo della mia vita. un ipotetico discorso su un qualche epico concerto e la mia risposta trasognata "io c'ero!"
è tempo di fastival qui a torino, spaziale, traffic, colonia sonora. il più clamoroso ovviamente è traffic, gratuito e sempre emozionanate. oggi in centro la città era piena di creste colorate, spille da baglia, magliette strappate: troooooppo punck! ancora! tutti in attesa dei sex pistols! nella gran cornice del parco della pellerina, molto più bello del più centrale valentino, ma poco cagato da noi fiketti che abitano in centro. ma è un parco al quale sono molto affezionata: ho imparato ad andare in bici su quelle stradine immerse nel verde. ieri sera ero lì e ho ballato tutto il tempo, senza mai fermarmi al ritmo di soulwax, battles, tricky. quest'anno non ho nemmeno lottato contro le zanzare e non sono nemmeno caduta in mezzo al pogo. da circa una settimana sulla stampa c'è un forum in cui si chiede ai lettori quale sia stato il più bel concerto della propria vita visto a Torino. Ho aperto ed ho iniziato a rabbrividire di gioia: "genesis '74" "bob marley '80". Che culo a chi c'è stato io non ero nemmeno nata, ma da sempre, inculcatami dal cerbero, ho avuto la passione per la musica dal vivo. Inevitabilmente ho ripensato ai concerti che ho sentito io... il più bello non saprei proprio dire quale fosse. Forse per lo show i rolling stones, forse per l'emozione gli U2 al delle alpi 2001, forse perchè ha sancito una nuova ed eterna amicizia femminina Vasco S Siro il tuor di "buoni o cattivi", oppure i REM ad assago. Ma anche ani di franco a venaria, wim martens, i muse durante il qual concerto ale mi salvò la vita risollevandomi tipo deus ex machina dal pogo e recuperandomi la scarpa perduta mentre il mio fidanzato mi avrebbe lasciata morire. I radiohead così attesi, la perfezione del suono nella cornice dell'arena civica. Paul Banks e i suoi, o i Royksopp e il più tremendo negroni mai bevuto. Lei incinta di otto mesi che cantava bella come il sole. Ma come non citare il Boss, il concerto a bologna, la coda dalle otto del mattino sotto il sole. incontrare i soliti invasati dei concerti scorsi, incontrare amici ormai trasferitisi da anni all'estero, tornati apposta, persone conosciute in coda notturna per acquisto biglietti facendo la spola tra l'ei fu ricordi e rock and folk: rispondere agli appelli ogni 20 minuti, e le code ordinate. Il sentrsi parte di una comunità, l'ascoltare i racconti di chi, più vecchio di te, tramanda degli albori dell'artista. A bologna io e paolo ci siamo anche appostati la mattina sotto l'albergo dove dormiva la e-steet band e abbiamo stretto la mano a patti e a clarens. poi il boss si è affacciato alla finestra e ci ha fotografato, perchè piano piano noi fun riempimmo e bloccammo spontaneamente tutta la via porticata che porta a piazza maggiore.
Ma anche i concerti di Carmen, quello con cri e biri per il mio compleanno e la santa idea di farmi requisire il cellulare per non chiamare persone che mi vengono in mente ascoltando canzoni strappalacrime. E la favolosa Lauren con i fugees ad assago e la sbornia più fotonica della vita. Gli Strokes così attesi e le botte che mi sono presa anche lì, ma mai come ai Franz Ferdinand, a milano. Quando partimmo in formazione compatta e anche travestiti: Nel pogo Tommy perse portafoglio e cellulare e si spaccò gli occhiali.
E come non citare, in questa rassegna, i Chemical Brothers, due ore e mezza di puro delirio ballerino et alcolico, con lele e l'etilometro impazzito, l'uomo che aveva conosciuto Kurt Cobain e scusa, hai una pastiglia? l'incontro di vecchi amori e amori recenti e la fuga da giorgio uni. I postumi di quel concerto mi passarono dopo una settimana. giuro, una settimana. il mio Primo concerto fu Cristina d'avena, avevo-credo(e spero) non più di 5 anni. Ma mi vanto di avere ascoltato anche gli 883 (sempre più o meno in quegli anni...) con "nord sud ovest est"
E poi jovanotti, ligabue, eelst, gianna nannini. Ma anche Paolo Conte, al regio, vestita bene: il mio primo concerto da sola. Rava e Bollani e l'incontro di quel figo ma pazzo e pure fascio.
mia madre mi racconta sempre che uno dei giorni più belli della sua vita fu il giorno in cui il pomeriggio suonarono i rolling stones al delle alpi e la sera l'italia vinse i mondiali di calcio!
E come non citare "insomniac", ero piccola e ci andai con una mia compagna di classe, suo fratello più grande e suo padre. Il padre ci lasciò pascolare liberi e dopo circa 8 minuti di anarchia a-genitoriale ero già una maschera di sangue calpestata dai punckabbestia...
Giu U2 al Dell Alpi furono clamorosi, ero così eccitata che il solo pensiero di andarci con quel morto di P. mi deprimeva. con un sotterfugio mi inventai qualcosa e di nascosto ci andai con la mia amica v., senza di lui. l'Elevation tour fu clamoroso: un palco enorme, dalle due estremità partiva una pedana a cuore per permettere a Bono di camminare in mezzo a tutti.
anche gli afterhours, scoperti più recentemente mi hanno divertita, soprattutto lo sputo carpiato indietro di Manuel Agnelli, i Chikinki allo spazio, che dopo il concerto si sono messi a cazzeggiare con noi pubblico e la mia ferma intenzione di sedurre il bassista.
Battiato,al palaruffini, ma più bello ancora in piazza castello, in occasione del premio non soccheccazzo. Poche sedie moooolto larghe con una ventina di madame sedue fresche circondate da transenne dietro le quali si accalcavano cinquemila persone. il geniale franco suggerì: "se non sentite la musica, venite a prendervela", creando uno scavalco generale e una grande eccitazione e indignatio delle madame. e poi "scegliete voi le canzoni che volete sentire", aaahhh! che bella serata anche quella!
E poi un traffic di non so quanti anni fa con un vinicio SBRONZISSIMO (strano) al quale ad un certo punto tolsero il microfono perchè proprio non ce la faceva più.
I sud sound system in salento, lo so, poco originale ma troooppo divertente, soprattutto perchè eravamo quattro donne-mine vaganti.
E domani sera patti smith e afterhours, martedì sera notwist. Domenica vorrei tanto andare all'arena a sentire i sigur ross, ma non ho abbastanza soldi, però mi sono iscritta ad un concorso, non sia mai che riesca a vincere i biglietti! (tsè).
Purtroppo sono molti i concert persi e quelli non ancora sentiti e altrettanti non ne ho citati ora perchè mi sfuggono. Ma vorrei un giorno, parlando con Lui di un qualche epico concerto, poter dire "io c'ero".
lunedì, 07 luglio 2008
author: Giusta @ 20:57
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Adoro chicchierare con gli sconosciuti, ascoltare le storie che ognuno ha da raccontare. Qui a Torino è difficile "attaccare bottone" con qualcuno, o meglio è difficile che qualcuno si racconti. Mi piace ascoltare e osservare i movimenti della gente. Proprio l'altro giorno sono andata in montagna, passando per la statale perchè siamo sempre tutti senza soldi. Guradavo le montagne teatro della mia infanzia e respiravo l'aria frizzantina chicchierando con l'amica di sempre di viaggi fatti e da fare. Ho recuperato la mia bici e sono tornata indietro in treno. Dopo un tragitto non eterno ma faticoso causa afa del luglio torinese,  mi sono ritrovata a porta pila di sabato pomeriggio. Ho fatto il giro di tutta la piazza e ho mollato la bici (ancora sbattezzata!!) dal ciclista. Mi sono rifocillata con una grattachecca in una piazzetta dietro il mercato. Il "grattacheccaio" mi ha raccontato che hanno avuto un po' sfortuna, hanno aperto da un mese ma ha piovuto tutto il tempo. Il tempo ora è dalla loro e il progetto è quello di aprire anche a pranzo e fare i centrifugati di verdura, tutto rigorosamente BIO. Mi è sembrato di rituffarmi per un momento ad adalbertstr, sotto casa c'era il negozio BIO. E tutti erano fissati col Bio. L'ho raccantato al signore e abbiamo iniziato di noi, così, per un quarto d'ora. Il tempo di riportare il mio corpo ad una temperatura più umana. "Arrivederci, le farò pubblicità, è buonissima la grattachecca!". Recupero il mio nuovo bolide e mi dirigo in tutte le librerie del mondo, il Teppista voleva quel regalo lì e solo quello. Ovviamente un libro fuori catalogo. Ormai con le speranze pari a zero vado al caro vecchio mercato dell'usato. Il libraio è un tizio che conosco, ma lui non si ricorda di me. GLi spiego che libro voglio, l'ha letto, crede di averlo. Chiacchieriamo, gli viene in mente chi sono: compro sempre per mio padre, appassionato di libri introvabili, e meno male che ci sono questi appassionati. Rovistiamo, le dita si anneriscono (così mani e piedi possono essere ugualmente neri, per par condicio). Alla fine lo troviamo, me la cavo con 5 euro, nonostante mi sia ridotta all'ultima mezz'ora utile per comprare un regalo. Sulla strada di casa il marocchino solito, non gli compro mai nulla ma lui lo sa che deve puntare più sugli adulti. Gli faccio vedere il libro, due chiacchiere pure con lui e poi me ne vado sotto la doccia. Devo camminare da sola più spesso, perchè quando sono con qualcuno e do confidenza alle persone, vengo sempre cazziata.
giovedì, 03 luglio 2008
author: Giusta @ 21:13
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di colpo mi viene in mente la sensazione che provavo in cambogia, la sera, prima di andare a dormire. ascoltavo la musica nel lettore cd e mi addormentavo sulle note degli air o di daniele silvestri. soffiava un venticello lievissimo e si sudava da immobili. prima di chiudere gli occhi e di addormentarmi a mo'di sasso ripensavo a quello che di meraviglioso e assurdo avevo visto durante la giornata. "non può capitarne una più assurda ancora, impossibile!" e immancabilmente ogni sera c'era qualcosa più sconvolgente del giorno prima da annoverare tra i pensieri. ero rilassata ed eccitata. una lieve tensione positiva. l'essere dall'altra parte del mondo, lontanissssssssssima da casa e misurarsi con una realtà inimmaginabile prima di averla potuta vedere con occhi propri. l'idea che -forse- si stava anche dando una mano, mista  alla paura che, invece,  non fosse così.
ho una gran voglia di fare un viaggio bello, lungo e avventuroso.  me ne voglio andare lontano per tanto tempo, vorrei andare in america centrale e del sud, con lo zaino sulle spalle, viaggiando con mezzi di fortuna, conoscendo gente del luogo, imparando lo spagnolo.

se penso a come ho speso male il mio tempo, che non tornerà, non ritornerà più...
mercoledì, 02 luglio 2008
author: Giusta @ 21:27
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Fede, quel bambino si quinta elementare, domani ha gli orali di maturità. Sono eccitata et mi sento una vecchia. Lui fa finta d'essere tranquillo, pare non gli freghi nulla.
Ovviamente la mia mente vola a quel 27 giugno di ormai cinque lunghissimi anni or sono. Era un'estate caldissima e afosa. Ero agitata, non sapevo nulla. Non avevo studiato nulla, avevo solo un gran guazzabuglio amoroso in testa. Proprio l'altro giorno parlando di maturità sono andata a riprendere i diari di allora. Ero innamorata persa e la maturità era uno spauracchio bestiale e un fastidio. "se avessi iniziato a studiare prima!" "ho i bliettini ovunque, anche sulla pezza per pulire gli occhiali" "Anna scrivi grosso e chiaro e fai bene la versione!". Facevo la tesina sul tragico e non avevo letto l'Adelchi, unica tragedia che si studiava in letteratura italiana. Non avevo nemmeno idea dei personaggi, ovviamente la domanda di italiano fu su quello. Che isteria, che paura, che insoddisfazione, che brividi. E poi quanto ero innamorata. Di uno stronzo (ma va??) che era fidanzato con un'altra. Lo amavo proprio da pazzi, pensavo tutto il giorno a lui e a come tentare di farlo innamorare di me. Così ho buttato nel cesso la mia maturità. ( E anche i miei nervi). ( E quelli di un paio di amiche e amici).
Lui mi voleva, ma solo un po'. Cornificava la sua amata mogliettina e io ero "allegramente" l'amante. Così frustrata e succube che ho accettato di buon grado di fare un interrail con la coppia e altri favolosi amici. Uno dei viaggi più belli della mia vita e anche dei più assurdi. P. che puzzava come un cane morto, A. che impazzì e scappò in giro per la Polonia, M. "ma secondo te stefano mi tradisce?" A. che si nutriva di salame unghere e strutto anche a colazione, l' informazzziobuuuuuuuuuuuuuuuuuro, le guide routard disintegrate e quel demente che li ricuciva, i barboni che leccano gli orecchi, le multe, gli ostelli e il non mangiare per lo sclero. Furono i 4 mesi in cui sono stata più magra in tutta la mia vita. Che bell'estate che fu. Non ragionavo e mi cagavo addosso. L'esame più pauroso di tutta la vita: l'ho sognato ancora recentemente. Il mio orale fu ridicolo, gli scritti disastrosi e il risutato in pieno stile giusto:
il peggiore della classe
domenica, 29 giugno 2008
author: Giusta @ 23:32
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mi sono appostata sotto casa a spiare la gente plurime volte. Per fare un rapido contollino:vedere se c'è la macchina parcheggiata, controllare se la finestra è aperta, controllare se magari entra qualcuno di sospetto, controllare se per caso, passando per caso sotto il portone, magari possa capitare un incontro fortuito della persona spiata. Appostarsi di notte e aspettare che esca di casa, la determinazione e l'attesa eventualemente anche di ore ed ore. talvolta braccare e cazziare. in casi proprio disperati citofonare fino all'esaurimento a qualsiasi ora del giorno e della notte. usare auto altrui per non farsi riconoscere.
Delle poste andate a buon fine, tra le decine di migliaia, direi che ne possono annoverare tre o quattro.
Il problema è che temo di aver attaccato questa mania ad un paio di amiche. e io che mi lamento che devo uscire di casa e andare a spiare.
C'è chi in casa non ci può entrare perchè il suo nuovo incubo abita alla porta accanto.
giovedì, 26 giugno 2008
author: Giusta @ 14:54
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mi è capitato di ritornare con la mente al 2003 e di rileggere i miei diari, allora cartacei. ho iniziato a ridere ripensando a certi momenti, a certi errori, a certe ingenuità pazzesche. Ho dovuto chiudere e smettere di leggere perchè mi è venuta la tachicardia. il 2004 è stato folle. Nel 2005 ho scritto poco, e nel 2006 di nuovo una recidiva del 2004 con sofferenza triplicata. il 2007 l'anno più bello della mia vita e il 2008, per ora, senza dubbio il più brutto. Ma il passato è passato e questa cazzo di tachicardia che mi è venuta deve passarmi ora.